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20100526

IL CAPITANO, LA PAZIENZA & LA RAPSODIA.

Mi sono alzato per entrare nel mare.
(Mi alzo perché lei possa raggiungermi!)
Il mare non mi sostiene e mi ignora.
(Lei non mi affianca e le onde sono traslate!)
Amo il mare e la sua nudità e i suoi abissi.
(Adoro i suo flussi e riflussi, le maree di menta e lavanda!)

«… Disegna! Scrivi! Suona! Canta!»

Cerco la linea della congiunzione tra le spume.
(Mi sospinge e mi chiude gli occhi, lei.)
Il mare vuole rivoltare… la direzione e le scintille.
(Lei non le lascia dentro, e le fiamme sono sulla pelle!)
Amo la sua pelle e la sua nudità e i suoi abissi.
(Adoro la sua calma piatta e la sua tempesta perfetta!)
Amo il suo spettro e la sua purezza e i suoi vapori.
(Adoro la sua energia, e le dita fresche sul mio Fuoco-d’acqua!)

… C’è solo da nutrirsi dei nostri cuori caldi…

Disegno! Scrivo! Suono! Canto! GRIDOOO!
Oltre il cerchio e il mio salto, io buio dietro e nel sorriso (il tuo) oltre il cerchio salto!
Disegno! Scrivo! Suono! Canto! FLAUTOOO!


I miei baci sono gli occhi che cercano te,
la voglia di salvarti trattenuta dalla tua richiesta di aiuto
si rende invisibile perché tu possa salvarti da te… e da me!
È la Risonanza… del nostro esistere insieme!

Il mare e lei m’immergono tra le mie dita!
(Sono nell’immenso, non occorre parlare di sé!)


Ho avuto pienezze e terrazze, ho potuto starmene calmo sull’amaca del compiacimento e ho potuto mescolare all’adrenalina del piacere la paura dell’assenza di protezione. Ho potuto assaporare l’orgoglio delle vittorie e del sapere di trovarsi dalla parte giusta, di non spezzarmi e a volte neppure piegarmi; di avere dato la parola di sostegno a chi non sapeva neppure ascoltare, e di essere cercato da chi voleva un parola perché da me sgorgavano solo parole vere…
Ho capito che mi hanno acclamato anche coloro che se ne sono andati per altre strade, non comprendendo le mie, non accettandole, non valutandole buone; mi hanno acclamato con la dichiarazione di aver fatto loro la scelta sbagliata e l’invidia della mia ancora integra e mutante sotto i miei passi. Dichiarazione avvenuta anche solo con la perdita del loro carattere, o con il suo intorbidimento. Non che sia felice per ciò che è loro accaduto – a me a ben vedere, non è accaduto molto! – e per ciò che non è accaduto non ascoltandomi, sono felice per la mia integrità ancora presente. Ma c’è una assenza forte: io stesso! Io sono tutto qui, ma non sono tutto; io sono pieno ma non sazio i mondi che mi orbitano e in cui orbito; io sono e non mi vedono!
Io ho in mano ogni mio sogno, ma lo stringo e lo tengo in tasca a pugno chiuso procedendo con una poetica overdose di malinconico romanticismo. Non sto accorgendomene adesso, è adesso che c’è chi mi dice: Vola, e poi vola per me consentendomi di volare, e di volare per te! Anche se non dovrei pensare che lei voglia questo volo tutto suo e tutto mio… Non dovrei volare pensando a un noi. Tuttavia, è il “noi” che mi ha fatto tremare pochi minuti fa!
Ho pensato ai vuoti dei miei traguardi: la mia integrità di pensiero è sempre lì, ma non è piena; posso sempre essere tutto, ma non lo sono. Vi apparirà come un esempio non calzante, ma calza, e a pennello: per alcuni buoni film (più con i cartoni animati, in quanto nato prima come disegnatore e sognatore di autore di cartoni animati) io mi emoziono – piango – perché avrei potuto realizzarlo io – e perché avrei potuto viverla o farla vivere io quella storia, nella realtà – e non è stato così. Allora, io, dove sono? Da quale parte della creatività mi trovo? Io sto nella parte dello “scrivente” e del “disegnatore” e io sto nella parte dell’avventura e dei personaggi, e ho lasciato che fosse l’unica cosa da vivere, pur sapendo che non era così. Ma essere scrittore di un sogno non equivale a viverlo! È vero che se io leggo le avventure di JAMES T. KIRK non significa che per poter godere della vita come lui devo sognare di essere nato nel futuro e di “cavalcare astronavi”. Non devo essere a comando di un equipaggio stellare per potere essere Il Capitano!
Cosa c’entra la pazienza con il non avere vissuto da eroe dei romanzi? È colpa sua, perché non l’ho accolta, l’ho solo usata come mantello! Ho creduto di praticare da anni la pazienza, ed è stato così. Tuttavia, si trattava della sorella gemella: quella pazienza che sa di essere una virtù e vuole essere riconosciuta e avere riconoscimenti. Questa pazienza ha voluto solo frutti e me ne ha dati molto pochi rispetto ai pretesi! La sorella, forse, è stata da me accolta, tuttavia, le davo sempre una scadenza. Non l’ho posta nella mia vita come un Potenza, ma come un barattolo con scadenza! Quindi, c’è, la conosco, l’ho accolta nel mio pensiero ma non l’ho coltivata. La Pazienza è La Terra per potere far crescere Il Giardino che noi siamo!
Bene, la pazienza c’entra con gli eroi romanzati. Cosa c’entrano i cartoni animati, allora? È colpa loro – è colpa di ogni storia che io abbia creato, non messa nero su bianco, creata, partorita nella mia mente! Una volta ritenuta valida, averle dato cuore e finalità, perché affaticarsi e concretizzarla nella veste che le spettava? Andavo avanti, a “pensare” un’+altra storia. Ma non avevano bisogno di una sola veste: ogni storia (se la crei anche per quello) deve essere scritta e proposta, libera dal suo creatore deve avere i suoi lettori, altri sognatori che vi si emozionano. E con quest’ultimo aspetto si arriva alla seconda veste di cui necessita una storia: la libertà dal suo creatore è “vincolata” anche alla vita che ne trae e ne sviluppa. Questo vale per me, ha radici nel “mistero” della mia scrittura. Io sono Il Capitano, sono il Drago, la Tigre, il Ragno, sempre lo sono, Trinità Fenice. Il mio Cuore è tra le Stelle; sotto la stella di ogni avventuriero, ho il cuore di ogni eroe… Ogni “eroismo” da me scritto deve essere vissuto non nel cuore, non nelle potenzialità, non nelle parole: per questo io sono e non ci sono stato. Fino al giorno in cui cui non ho trovato una dolce e arrabbiata e fragile e potente “Odissea”, navigante alla scia della Stella Fondente…
Fino all’oggi del cambiamento, chi mi è stato vicino mi ha accolto. Chi mi ama mi ama per i miei pensieri, per le mie azioni, per le mie mancanze e perché anche se spezzato procedo non spezzato! Questo mi è stato d’aiuto e ne sono grato e di loro avrò sempre bisogno. Si, si, c’è il ma. Che non annulla o declassa alcunché! Se io ho un vuoto non è per la mancanza di azioni altrui, ma per una mia necessità di avere altri scogli su cui infrangermi. – Il Miracolo che mi ama da anni non ha bisogno di dirmi ogni giorno di alzarmi, Lei si alza nella sua vita mostrandomi cos’è l’eroismo, Lei si erge senza scalciare con Animo Fatato, mi dice che sé stessi è più che esser Draghi, Tigri, Ragni. Lei mi ama e m’insegna, senza ingannare esponendo la sua saggezza! Ama, così, con tutta sé stessa! Lei è scoglio, lei è onda, lei è spuma e terra, lei s’infrange lei è rugiada. È Folletto!

È giunto lo scoglio altro, saldo e in balia del Cosmo, solare e lunare come deve essere uno scoglio che ti sveglia. Ma il “mio” scoglio è giunto a me, come io sono giunto a… lei! Lei, Odissea, è così arrabbiata e impaurita del mondo che non conosce e non vuole conoscere (quindi si conosce!) la Potenza che in lei alberga. È allignata, non è un ospite; tuttavia, non vuole alcun’altra via che essere foglia e figlia: foglia di quercia e figlia della terra.
Vi chiedete, Allora che scoglio è? È il mio scoglio, innanzi tutto! Che lei lo voglia o meno, nella mia vita è di lei che necessito. E lei necessita di me, pur se così potrebbe non essere! (Da chi attendi il colpo di grazia o la spinta nel ciclone puoi avere quel colpo per far ripartire il tuo cuore, e la spinta dentro l’occhio della pace nel bel mezzo dell’apocalisse! Io ti do il cuore e gli occhi!)
Lei mi è giunta con terre da esplorare, non conquistare! Lei non è una conquista in qualsiasi prospettiva si veda: Lei è Libertà! Dicevo, m’è giunta con terre da esplorare a una terra (io, no?) con terre vergini anche per sé. Per questo ci siamo giunti nella stessa maniera, entrambi per infrangersi l’uno nell’altra. Pronti? Non, non ci siamo giunti pronti; è la congiunzione ad avere scatenato lo sconquassamento tettonico e le terre conosciute sono divenute estranee e tutte da scoprire. E il guardare orizzonti amalgamati, terre sponsali e straniere ci ha fatto capire che siamo sprovvisti di bussole. Ma sto sviandomi… Troppo sto scrivendo, maldestramente.
Quando penso a Lei penso ai sogni che ho tra le mani e non sto costruendo, poiché il solo fatto di avere il potere di averli a me, di essere stato non solo capace di crearli ma di averli assorbiti mi inebria e mi illude. Io mi creo, io mi assorbo, ma devo vitalmente rilasciarmi. Se non rilascio i miei sogni, che sogni sono (Io, che Sogni Sono)? Per l’appunto, null’altro che illusioni. Oggi, rido; penso a Lei e la sento tra le dita e sono felice del sogno concreto che mi sgorga dal petto. So che sta muovendosi nella terra, seme senza sentiero: tutto, ogni pianta, sarà! Cos’altro puoi chiedere da chi vuoi che ti ami?: che ti faccia ridere – ridere in faccia alle nere nubi, in faccia a chi ti vuole controllare, ridere in faccia al sole facendolo bruciare della tua felicità!
Quando penso a Lei, quindi, piango: perché non è da creare è lì, perché non è da assorbire è qui, perché non è da rilasciare è già da me al mondo, devo solo imparare il suo mondo poiché non è da me generata, ma generata per me! Piango perché felice che ci sia e mi sia lontana, poiché devo imparare che mi venga insegnato da chi non è vanità, da chi non è illusione, da chi non è potere, da chi non è cieco. Io sono tutto questo ogni volta che non sono; lei non è tutto questo ogni volta che è! E mi insegna la pazienza della rinascita dell’esplorazione dell’Essere sé stessi! Solo così, si è già tutto ciò che si può essere: non è necessario essere un cowboy del West per essere un pioniere d’altri tempi, né essere un Drago per varcare ogni realtà col proprio Fuoco Draconico. Io sono me stesso?, allora SONO TUTTO!
State per ribattere: Ma quale insegnamento, Lei non può insegnare. La tua Potenza Odissea è impaurita, lo hai scritto tu! Vero, l’ho scritto. E c’è una verità che vale più delle altre che spiegano la sua “paura”! Lei è vera, non ha orpelli, non è costruita per essere all’interno della società, non ha corazze, non usa armi per affrontare i mondi che viviamo: né per quello del lavoro per essere ben accetta, né per quello sociale per essere una della tribù. Si, si… Non è perfetta. Grazie al Cielo. Sarebbe un’altra illusione. Lei è Rapsodia… Si, siii, Odissea e Rapsodia. È entrambe. Io le sto cantando: Col cuore a pezzi e col mondo che procede senza che si sia ricomposto, sapendo che anche con un solo pezzo del nostro cuore noi siamo tutto noi stessi e ancora il mondo non può riempirlo, perché fermarsi a formare qualcosa che s’è infranto, quando il semplice procedere per l’avventura della vita rifiorirà quella parte a noi rimasta? Quindi, è sia ferma che in movimento. Rimasta e lasciata, infranta e florida! Lei è Rapsodia.
Io le insegno, senza farlo e nell’ombra, e ne ho paura. Come posso io dare se devo avere? Come può il mio semplice amore per la vita, la mia natura di Capitano semplicemente farmici diventare? Le domande me le pongo perché non sempre ascolto gli insegnamenti di Rapsodia! La semplicità spiazza, la conosco, so che è la base, ma gli si dà così poco credito, nonostante tutto: come può così poco fare tutto? Rapsodia.
Sembra poco, sembra uno scoglio – lo so, l’ho definita io così: ma può esser solo pietra fuori la superficie dell’acqua un essere umano, un tale essere umano? – e sembra sbriciolarsi, sembra solo per sé, sembra “un cunto” ma ha infinite voci infinite, sembra ed è tutto ciò che è! TUTTO! E quando avrò saputo dirle “Il passato ci rapisce gli occhi e il cuore, manda in guerra l’anima e la imprigiona, diserta, Amore Mio, fuggi e liberati lasciandogli ogni dolore e ogni paura!”; quando avrò saputo dirle anche “Ciò che è stato conduce a qualcosa di bello, e questo lo si può vivere solo smettendo di guardare ciò che è stato, volgendo altrove lo sguardo!”, lei mi vedrà, e anche se non mi sceglierà (mi avrà avuto!), saprà dirmi Grazie!, mio Capitano! Lei che non chiede che briciole d’amore.
TUTTO PER ME!

Ora, proprio ora che scrivo, pratico La Pazienza, è una fanciulla sottile e diafana, eppure pulsa di energie cosmiche! Non si fa guardare negli occhi e se ne sta nell’ombra; ombra che irradia luce e calore; ombra che non cela e non mostra; ombra che offre e per te soffre, forte e sorridente, positiva e spumeggiante. Si, lo è anche lei! Spumeggiante… E non perché dimostri come mi ama – È bastevole sapere che tu sia amato, non che tu venga amato come vuoi tu! – e come mi sostiene, spumeggia per la sua presenza per me. Occorre altro per sapersi grandi?
Io so che il dolore è calore, e ogni lacrima è sorriso: come correre e sdraiarsi alla luce del sole se c’è stata solo luce nella nostra vita, tanto da serrare gli occhi (cancellando ogni cosa intorno a noi!), occhi che ardono come nel sale? La vita è una e pur se le occasioni sono tante, le colgo come fossero come lei, una, uniche, mie! Non devo avere ogni cosa per poter dire di vivere alla grande! Devo avere ciò che ho, il meglio per me!
Io, alzatomi per entrare nel mare, ho trovato me stesso, uomo dalla felicità pulsante e infusa di nebbia, La Pazienza, fanciulla senza gelosie e senza possessi, e Lei, Rapsodia di un coro dai molti cori, spuma di semplicità labirintiche! Mentre il mare – La Pazienza – mi assiste ma non mi sostituisce io ritrovo me stesso e la vedo.
Tu, alzatati senza guardare il mare – il mare ti ha spinto via! –
ti sei allontana più da te che da noi (la tua famiglia di “inconsumata gioia”!)
per darti, e perderti,
piangere e tornare al mare, a noi, alla gioia.
Parola di Folletto!
Io faccio me stesso quanto lei sta facendo l’uomo che sono; lei fa se stessa quanto io mi auguro d’avere l’onore di fare il miracolo che è…
Può un uomo avere due miracoli nella sua vita e non volare felice?

Ancora tante parole per dire: un uomo sta per diventare Capitano della Nave Pazienza per solcare L’Oceano Rapsodia.
Parole parole parole parole parole…
La mia natura che io sono molto di più che…
Parole parole parole parole parole…

D’accordo! Esco dall’ombra e rientro e nell’ombra – chiudo gli occhi con tutti gli orizzonti nuovi d’innanzi – chiudo gli occhi e ascolto il suo profumo e gusto la sua stretta di mano – chiudo gli occhi e vedo la terra che con incommensurabile calore abbracciarla per cancellarle i brividi e il passato chiudo gli occhi per aprirli e vedo Lei… e vedo Canzoni… e vedo Falò… e vedo… Parole di baci e Silenzi di parole… e vedo.
Io ho incontrato Lei: chi mi sta insegnando la Vita!


C’è solo d’attendere che lei entri nel mare!
(Uscendo dall’ombra pazienti di vedermi!)
È questo il canto,
Madre! Il Canto Saremo! Noi due – la Vita una…
Il Canto Senza Parole più intenso e ricco della nostra vita!

È questo il canto, figlio mio!: Tu, incontra te stesso,
insegnati La Vita – Giocala Nel Canto! –
tu sei Il Capitano, tu sei La Pazienza.
Tu Sei La Rapsodia! È questo il canto:
Tu Sei Tre! Lo sai che sei il mio Re, Amore Mio!




jackit listened:
Hace Mucho, Mucho Tiempo. [EL LABERINTO DEL FAUNO. MX.ES.USA2006. Javier NAVARRETE.]
I Sing The Body Electric. [FAME. USA1980. Michael GORE.]

20100523

La Terra Del Silenzio, e di Quello Che È!

Ha un senso questo pugno?

Ha un senso questo palmo?

Hanno lasciato un segno queste dita?

Ha un senso questa manciata di
Mano (Le dita affondano sulla battigia della mia pelle, stringono abissi, pelle tue dita aligere!)
Protezione (Il Ballo Sorride alle percussioni del tuo sangue e del tuo spirito, tu sorridi sicuro del Ballo e della Vita. Che sono io che sei tu che siamo… Ballo!)
Fortuna (La lanterna fonde ogni fato che alle fate fonde!)
Cuore (Isola e Cosmo, Tuo e di Tutti. Ho Scelto Di Vivere!) – Vivo te…
Fondamenta (Io credo in te! Tu che sei Silenzio, Parola, Presenza, Movimento.)

Proteggere protendendo le mani verso il cuore…
Posso porre le mie mani sul tuo cuore? Voglio proteggerlo cullandolo, non voglio starne a distanza. Nelle mie mani poni le tue mani – Solidità – nelle mie mani prendimi per mano perché io prenda per mano te. O Soli di tante notti… O Soli – o luci dalle tue carezze!

Non occorre avere potere per aiutare, anche solo per restare accanto a chi vuoi bene (amico, amica, genitore, figlio/a, sorella, fratello, amore, sogno, o “amore possibile”…), non serve il potere. Serve che tu ci sia! Se dall'altra parte sei amata, è sufficiente che tu esista!
E si sarà felici, pieni della forza per andare oltre lo spazio e il tempo che si mettono in mezzo all'amore: quale amicizia è frantumata, anche solo intaccata dal silenzio della distanza, dal silenzio delle parole difficili da dire, dal silenzio del dolore, dal silenzio delle battaglie non ancora vinte e che non si possono vincere, quale silenzio può sopraffare l’‌Amicizia? L’‌Amicizia è data alle persone speciali: l’‌Amico è colui che si ama – con più intimità e accettazione! – e che riama con la stessa intensità.
Amico è l’‌Amore che ci assiste senza pretendere che si facciano sforzi perché si venga aiutati, né ci chiede parole… né l’‌Amico ha bisogno di ammantarci di parole per abbracciarci e proteggerci. L’‌Amico/Amore ci fa assaporare la migliore compagnia, la migliore conversazione, il miglior abbraccio… e in casi unici… il miglior bacio!
Tutto il Silenzio è Voce, e nell’‌Amicizia/Amore TUTTO può essere detto! Perché non pretendere azioni e parole, perché non essere inondati da queste, perché dar così credito a ciò che nasce per caso (per chi crede che le “Energie” che siamo non si muovano per unirsi l’‌una nell’‌altra, Esse si cercano da ogni confine del Creato per essere un tutt’‌uno!: essere L’‌Energia Amicizia!) per far “nascere” la nostra vita? Perché il Bene dell’‌Amicizia è la paziente consapevolezza del Bene Che È: ciò che conta è la sua Presenza, la sua Esistenza, la Sua Energia. Il resto, è vanità e opportunismo della debolezza, quella debolezza che non chiede Amicizia, bensì conquista e beni, chiede sé stessi… non l’‌Altro!
E non si perde il valore dell’‌Amicizia, non ha meno valore Colui o Colei che in qualche modo sappiamo (o ci aspettiamo) che si allontaneranno da noi: ha valore che ci sia stato perché lo stato in cui abbiamo vissuto nella sua Presenza non ha eguali. Perché la Sua Energia (foss’‌anche stata tradita!) è divenuta la nostra: e il Bene che siamo lo siamo anche per chi non c’‌è più. Nell’‌incontro le Energie possono essere come galassie ribollenti che nel tempo si raffreddano, trovando la propria quiete e pian piano allontanarsi. Ma si possono anche non riconoscere, ma restare uniti, non comprendersi e fraintendersi e restare uniti: questa è già la “magia” dell'Amicizia. Tutto È, e Tutto È il contrario di Tutto! Non credere che un amico non possa ferire, non credere che chi t’‌è amico non ti faccia versare lacrime.
Ci sono Energie nate solo per sfiorarci ed essere sfiorate da noi, segnarci, lasciare la loro traccia e seguire altre maree, raggiungere altre Energie.
Ma se, se l’‌Energia che abbiamo incontrato è la Terra che abbiamo sempre aspettato, non poniamoci arrogantemente distanti per essere seguiti, né remissivamente per seguire, se non possiamo di più, affianchiamola… tuttavia, se quella è la nostra terra (pur se difficile da raggiungere, e le stelle tremolano nel sentiero che alla terra ci conduce) non ci spetta che fondersi, mano nella mano. Ama la fusione e il Silenzio Sarà Uno! Sarà quella solidità che il nostro cuore necessita!

La tua presenza “Amica Mia” – Amore Mio! Mia Adorata! – ha cambiato la mia vita e la tua presenza sarà immortale, giovevole, di una tale freschezza e purezza da cancellare ogni sofferenza… avendomi lasciato tutta la Tua Bellezza!
E avendomi lasciato il Silenzio che si fa ascoltare, che mi fa ascoltare il mondo… il Silenzio che mi ha permesso di sentire la Tua Voce e di darmi la speranza – di pochi battiti – di potere sorreggere il Tuo Cuore! Avendomi insegnato il Silenzio, io so che ti perderò. Perché c’‌è troppa Musica e non ne trovo i musicisti, perché ogni mio ballo pesta la terra e batte e fruscia. Perché ogni Musica che io sento voglio Cantarla e… e perché il Tuo Silenzio s’‌è allontanato permettendo al Mio (fatto di suoni) di restare senza la Potenza Della Tua Bellezza! Devo imparare senza più averti vicina, solo nel cuore!
È La Fortuna che io attendevo il tuo ingresso nella mia Vita; è la Protezione di cui avevo bisogno. Ora devo solo mantenermi ricco di te e proseguire il mio nuovo canto, il Mio Silenzio senza la Voce Del Tuo! Oltre Le Mani, Oltre La Protezione, Oltre La Fortuna, Oltre Il Cuore, Oltre Le Fondamenta. OLTRE TE!

Eppure c’‌è solo un suono che può rompere con identico valore, e immutato, il Silenzio, il suono delle mie labbra che baciano la tua anima dicendo: TI AMO!
E non è necessario che sia amore romantico, di coppia, ogni relazione è amore, ogni relazione è amicizia, ogni relazione naviga corre vola sogna gioca vive sull’‌Amore! Quindi, perché sminuire il proprio cuore con Ti Voglio Bene? No! IO TI AMO!


TI AMO! Più dell’‌Aria che muove il mio petto, poiché tu lo fai vibrare al mondo; più dell’‌Acqua che mi riporta alle origini, poiché tu sei la mia nascita e la mia morte e la mia immortalità; più del Cibo che mi tiene alla terra, poiché tu sei la Terra di Tutto Quello Che È; più dell’‌Amore che mi pone al centro dell’‌universo poiché non c’‌è universo che non sia al tuo centro, ed io in te palpito esisto e gioisco! TI AMO OLTRE TE. TI AMO perché nel ruomore del mondo Tu Canti Il Silenzio Che Io Sono e nel rumore del mondo Io Canto Il Silenzio Che Tu Sei.


IO TI AMO perché senza parole
– anche di quelle dimenticate –
io e tu cantiamo NOI… nella Terra Del Silenzio!
E di Quello Che È Ovunque Sarebbe Stato!
Ha un senso questo pugno?
Ha un senso questo palmo?
Hanno lasciato un segno queste dita?
Non c’‌è risposta… lasciamo le parole.


C’‌è solo la Trinità Dell’‌Umanità:
RISPETTO…
FIDUCIA…
COMPLICITÀ…
Ballo nel Silenzio della Musica del Mio Movimento,
Il Mio Esistere Canta!
Ballo proteggendo con le mie risate.


jackit listened:
Mi Sei Scoppiato Dentro Il Cuore
. [Mi Sei Scoppiato Dentro Il Cuore.
/ Tu Non Credi Più. IT1996. MINA.]
Pace. [MALAMORENÒ. IT2010. ARISA.]
This Land. [THE LION KING. USA1994. Hans ZIMMER; Lebo M.]

20100520

Io Grido, Tu Flauti.

Quello che io sento di te è Luce. Quello che io sento di te è Pace. Quello che io sento di te è... Verità!
Sei UNA, sei TUTTO...
(Sanità e follia io filo e tramo le onde della via!) Il Grido del tuo sguardo – onesta presenza...
Il Grido del tuo abbraccio – accoglimento di cuore... Il Grido delle tue mani – tocco di uragano...
Arcobaleno lontano riprenditi la mia mano
non potrò dirti ti amo se non ritorni grano...
Ogni chicco scivola dai miei occhi
lacrimo e non sudo più: tu non mi tocchi!
Scivolavamo a notte fonda, ora all'alba affonda
il ricordo dei nostri chicchi sulla pelle che mi tocchi...

Il Grido e Il Flauto! Ogni Voce di Natura ha sonorità Verdi. Tutta la voce di cui abbiamo bisogno è la presenza e il movimento stesso della nostra Vita! I silenzi mi coinvolgono: sono la calma, sono la passione!
I silenzi che ruscellano in me sono chicchi, sono scintille!
I Flauti sono operai della speranza, nella speranza possono essere onde!
Non poterti assistere quando ne hai/avrai bisogno, di non potermi compiacere dei cieli e delle terre nuove che scoprirai e saranno conquistate da te! Perché tu conquisti senz’altro respirare; tu rendi liberi senz’altro che toccare… col “tuo amore”!
 Nell’‌eloquenza del silenzio! I Flauti operano nella speranza, nell'opera della speranza possono credere in ciò che portano! Guarda tu il cerchio della vita, cosa ti toglie e ti mostra cos’‌altro potrebbe darti. (Sanità e follia io filo e tramo il fragore della via!) La bellezza di tutto, la fonte della mia serenità è il tuo sorriso: il volto ride: sei bellissima; bellissima la tua anima che ride e che giunge in superficie, a imporporare la tua pelle. Ride la parte di te più nascosta. È un dono averla vista. Bellissima!

Tra le braccia di UNA si pone molto più che il proprio corpo: ci si fa custodire e si custodisce! Corpo di sguardi, corpo di silenzi.
Quello che io sento di te è Luce. Quello che io sento di te è Pace. Quello che io sento di te è... Verità!
Hai superato tutto il mio passato!

non c’è mai fine al coraggio che ci è richiesto,
e non c’è mai niente per cui sia giusto mollare

la vita va affrontata da soli, ma non c’è vergogna nell’essere rialzati,
non c’è fallimento nell’essere trasportati per un po’ nei tragitti più impervi
si è ancora uomini lasciandosi in balia delle onde dell’abraccio della donna scelta!

dalla tua vita nella tua vita



Io ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
Una Su Un Milione. [LA VASCA. IT2000. Alex BRITTI.]
Ladyhawke. Main Title. [LADYHAWKE. USA1985. Andrew POWELL.]
Malagüeña Salerosa. [Canzoni per voi Vol.2. IT2007. Roberto POLISANO.]


20100518

«Le parole che si dicono smettono di fare paura.»

Torneremo a noi
senza grida,
ma toccami,
fammi gridare.
sono impregnato di te;
sono impegnato da… date a me.

Tu mi piaci, mi sei addosso
sei entrata dentro il mio mondo
e di questa terra hai
fatto la tua… tua terra.
Tu la miri, ti sdrai nel mio grano
tu respiri la mia parola e ti dai alla mia mano.

Credi che non puoi amare
il tempo ti tiene per le spalle
in ore piene ore amare
ore di silenziose e urlante pelle
il mare ti offre
non aver paura ti prendere il timone

non chiamarmi angelo
non chiamarmi portatore,
non mi vuoi perfetto, non chiamarmi così
di me non vuoi l'ombra di quello che darei
prendi il tempo e chiudilo... fuori di te.
Tu mi piaci…
Per questo mi ferisci di più!
E non hai modo di ferirmi!
L’‌ho detto che mi piaci?
Non chiamarmi angelo
sarei anche portatore d’‌altro dolore:
se mi prendi per quello che sono,
pur angelo, non avrai solo sorrisi in dono!

Vorrei che tu conoscessi la verità.
Soffrire non può significare morire!
Tutto mi puoi dire senza parole.
Evapora invernomuto borgesiano!

Voglia di te, sporcata così
Distrattamente innamorandosi
Prendi la colpa e lasciala… non ti appartiene.
Non sei indaguata, non hai mostruosità in agguato
la tua parte peggiore che vuoi nascondere (al mondo) (e nascondere a me)
è la parte che io amo-e-non-amo.

Le parole che si dicono smettono di fare paura.
Così ho parlato e ho chiesto dei tuoi occhi
della pace che non c’‌era della pace ricercata
ho chiesto dei tuoi sguardi
hai detto che eran tutti… miei.
Ho creduto che potessi essere io
la pace nell’‌uragano e la luce sotto la pioggia
a farti fare pace con te stessa,
a darti la pace con te stessa.

Io… a te… volevo leccare addosso… la mia ombra.
Io… in te... volevo sanare ferite del tuo vivere in ombra.
Io con te (a te) ho dato me stesso
Sinceramente e illuso ho creduto in me
che potessi essere raccolto e ballato;
senza schermature tu, mi avresti baciato.
Ho creduto di non far paura alle tue fragili emozioni,
che i sentimenti vedessero che la pioggia non è un cielo nero,
che respirare la mia aria ti avrebbe fatto stare bene… con te!

Quello che fuori dal tempo e dallo spazio si costruisce
con una sola parola – d’‌amore e passione – si seppellisce! C’‌è così tanto nella vita e così poco tempo per una sola manciata di vita!
Le parole che si scrivono (cantano) smettono di far paura
vengono da albe e tramonti, da sogni e dolori
(tengono per mano te, tengono per mano me)
e son parole, mani, che si possono non dire… baciare!
La distanza non fa paura con un tuo sguardo!
Il baratro ha mille ponti con un tuo bacio! E non occorre cambiarsi se chi si ama si cambia!

Sento il peccato dello spreco di tempo
(Senti il peccato dello spreco di sentimenti?)
e sento peccare i sentimenti senza di noi.
Io non ho fretta non ne averne tu:
evapora invernomuto, sii primavera, sii di più!
Io non ho nulla da perdonarti
se temi la mia condanna, forse non ti sei perdonata tu!
Tu mi piaci, mi sei dentro, mi baci,
mia peccatrice di vita… corri con me… osa… corro con te.… osiamo… correrai, correrò. Baciamoci, correi.

E ogni cosa io vivo (nel brio), ogni cosa esiste senza te (nel brivido)!
Io scrivo per dire chi mi legge a distanza, chi mi legge senza mai posare gli occhi su di una mia lettera, scrivo per ingannare la morte e dare a lei il Tempo.
Non c’‌è necessità di ricevere una lettera in risposta. O forse due: TU!

“Appiccicati, Ragnetto!”


jackit listened:
Rock Your Soul . [THEN COMES THE SUN. IT2001. ELISA.]
Uno. [SHOWBIZ. IT1999. MUSE.]



«IL FUTURO HA INIZIO!»

Oggi, ieri, tra due giorni... Tu lasci! Lasci la tua polvere davanti ai miei sguardi! Oggi... tu lasci la tua paura tra le mie dita. Ieri, tra due giorni io vedo... sento... la tua fuga calpestare il mio mondo per uscire dall'Orizzonte e non averne. Oggi tu lasci il mio mondo per non avere nessun mondo. Mentre, con la tua polvere davanti, l’‌Orizzonte ti cerca per potere avere un senso... il tuo senso. Il Senso della Vita: l'Unione; non l’‌Uno, L’‌Insieme! Il Senso Unico. L’‌unico senso percorribile, per non perdersi nei sensi unici degli specchi.
Io non ti amo perché tu sei nascosta a te stessa; non ti amo perché voli sola e quando chiudi gli occhi per non vederti in volo; non ti amo perché cerchi chi ti è inferiore per non sentirti inadeguata; non ti amo perché di chi ti ama non ti fidi; io non ti amo perché cerchi di nasconderti a me, all’‌amica, all’‌uomo del miraggio, alla vita e al coraggio; non ti amo perché ti leghi al tempo e lasci andare il fermento, come dimentichi di gridare alla vita, a te e al nero vento! Io non ti amo perché ti aspetti cosa dicono di te e del tuo viaggio, e di essere bella e se in prima fila... perché ti aspetti che non ti si possa amare, e mai io amare te.
Non ti amo perché con la Tua Tela tessi silenzi e vuoti, vivendo dello spazio che lasci tra te e gli altri.

«Lo spazio è malattia e pericolo avvolti nell’‌oscurità e nel silenzio.»
Non ci sei, e occupi ogni spazio. Mi senti e per questo sei ogni mio spazio.
Io non ti amo e posso essere il tuo spazio e cancellare il tuo tempo.
Non ti amo perché vuoi lasciare agli altri irrompere a passo di carica dove anche gli angeli non osano entrare. Dove tu sei attesa, più degli angeli più dei draghi.
Non ti amo, per questo Io Sono Tuo Amico - non ti sai nascondere a me! - e offro la mia vita nelle tue mani!

Stanco...
Stanco è L’‌Infinito di avanzare i suoi confini.
Stanco è Il Tempo di determinare l’‌indeterminabile.
Stanco è L’‌Amore di inseguire Infinito e Tempo.
Stanco è L’‌Amante di Bere Tempo e Parlare Infinito.
Stanchi.
Io galoppo innanzi e rido baciando stelle e baciato dagli atomi!
Stanchi... di non essere me! L’‌Uomo dal volto di Mondo.
Io Bacio Voi, seguitemi! Io Sono Voi!

IO BACIO TE!, Oggi, Ieri, Tra Due Orizzonti.




Io ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
Love Song*. [HOKUTO no KEN. JP(1988). XXX.]
Quando Canterai La Tua Canzone. [ARRIVEDERCI, MOSTRO! IT2010. LIGABUE.]
To Boldly Go + End Credits. [STAR TREK. Original Motion Picture Soundtrack. USA2009. Michael GIACCHINO.]

* Traduzione dal giapponese:
Nelle tenebre della notte
non riesco ad addormentarmi
I tuoi pensieri mi attraversano il cuore
Così forse anche qualcun altro si addormenterà
con questo tormento.
Uno, dieci, cento, mille amori
svolazzano in questa città, in questo paese
Non gradisco l'amore perché ti amo
Quant'energia
Non gradisco l'amore perché ti amo
E' ridicolo ma mi eccita
In questa piccola città, i nostri sguardi si evitano
Un'infinità di gente
Forse se ti chiamassi,
tu mi risponderesti
Forse sei la dolce amante di qualcuno
Migliaia di migliaia d'amori
litigano senza passione in questo mondo
Non gradisco l'amore perché ti amo
E' un'energia sprecata
Non gradisco l'amore perché ti amo
Mi sento triste nella solitudine
Non gradisco l'amore perché ti amo
Non voglio innamorarmi di nessuno
Non gradisco l'amore perché ti amo
Come mi sento triste nella solitudine.



20100516

OCEANO MARE OCEANO FIUME FONTE-OCEANO.

Non voglio dormire per non mancare un solo attimo della mia sete di te... senza acqua non posso restare insonne, e senza il tuo cibo devo prenderti in sogno. Quindi, Sogni Iridati e Fondenti io mi auguro! Che i tuoi siano a banchettare con me.
Questa è l'Illusione che mi fa mancare di meno la tua Essenza.
Incenerisco con te e per te il mio cuore!

Chiama il Paradiso dall’‌Inferno e vuole noi, vuoi le fiamme tra le nubi e le stelle nel cielo diurno. Chiama e ci chiede di non lasciare prosciugare i mari, di non trasformare in deserti gli oceani!
Chiama l’‌Inferno dal Paradiso: ci vuole NOI! Ci vuole profumo di folli alla pioggia di un campo di grano.

Cerco e non ho bisogno di te; e non perché tu non dimostri di avere bisogno di me. Cerco e ti trovo nei tuoi sguardi persi nei miei, perché pur non cercandomi, mi vuoi! E il mondo dei tuoi arcobaleni è diverso e migliore; quello che cerco e osservo non è mai stato così vicino, e io lanciavo sguardi lontani, per confini senza misura. Io cercavo un mondo tutto mio che fosse fatto di me, regolato da leggi mie, e di ogni granello ricolmo di un castello, cercavo e non trovano un “pieno sconfinato”. Poi tu danzi le tue dita nella mia tela, e quello che fu arabesco diventa fiabesco: la musica del Verde vibra nel mio Essere, non devo fantasticarla! Il mio cuore è diventato di Smeraldo. E la strada che immaginavo non dover essere di mattoni gialli, bensì di ogni colore, diventa reale pur se vaporosa per la paura di essere “calpestata” da me! Sorrido al tuo timore di fata a vedermi d'innanzi il tuo sentiero-arcobaleno: i riflessi di me sul tuo sentiero te lo mostrano nuovo ai tuoi occhi: non è più di cenere, non è solo “fucsia”, è... sei una sinfonia di colori che esistono in te, ma risplendono per la mia vicinanza! Ti sorrido! Il mondo che ho sempre cercato è custodito dalla tua tela di grano, e dai tuoi campi di arcobaleni. Io Ti Chiedo Come Mio Mondo!
Nella memoria degli attimi avuti insieme tu sei bella. E sorrido, perché la tua Bellezza è piena; e pur se lontana mi è dentro, e sorrido al tuo riempirmi. Io goccia di mare mi perdo nel tuo viso e del tuo esistere mi sazio e mi affamo del tuo sorriso; ci sei a spingere il mio cuore e sorrido. Non ci sei a proteggerlo dal tuo orbiarmi lontana... e sorrido! Tuo è il mondo! Tuo è il mondo che mi ha fatto rinascere, tu sei il mondo che è l’‌oceano delle mie emozioni. E sorrido al condividere i nostri oceani, oltre gli abissi, oltre noi stessi: sorrido nel vivere nel tuo mondo, alla magia di assaporati vivere il mio!
Sorrido alla tua Bellezza! Tu sei bella, e io sono il mare dell’‌isola che cerchi. Io sono oceano al tuo cercarmi, e al tuo divenire io siamo Mare-oceano. Sorrido al sorgere della tua Bellezza!
E sorrido!
Io sono il mare naufragato nel tuo oceano, alla deriva dei tuoi cuori io mi risano.
Alle maree che ti compongono io rivolgo la mia fantasia – preghiera.
Risorgo con te e per te emergo dalle ceneri dei nostri cuori! Emergo quindi Canto... alla Prescienza nella Danza e Siamo La Visione.
Io sono mare, tu sei oceano, io sono oceano!


ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
 Il Paradiso. [SEMPRE LONTANO. IT2010. Nina ZILLI.]


20100509

Il Destino S'È Chiuso In Me!

Esco e penso a te; bellissime donne flirtano con me... Io penso solo a te!
Sono pochi i minuti in cui non ti penso: forse dovrei fermarmi il cuore!

Sei il lampo, il turbine florido di pioggia, sei il tuono!
Irradi e porti pace, la passione e la bellezza danzano, e lasci il boato del tuo svanire!
Mi lasci solo col suono di te!



Io ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
La Danza. [SOIRÉES MUSICALES. IT1830/1835. Gioachino ROSSINI; Andrea BOCELLI.]
Into The West. [THE LORD OF THE RINGS. THE RETURN OF THE KING. USA2003. Howard SHORE; Fran WALSH - feat. Annie LENNOX.]

20100506

Nove Ali, Nuove Mani…

Ho sognato che mi parlavi… nel finale del sogno… lasciandomi i tuoi pensieri, la tua voce, nel costato di un drago.
Che fossi io il drago in cui tu potessi vedere, stare e vivere dentro non mi è dato sapere, mi sono svegliato con la tua voce intorno a me. La tua voce dovrà raggiungermi fuori dal sogno.
Le frasi erano cinque, e non le ricordo tutte – non ora che sono arrivato
nella Rete:
la prima mi diceva:
Lasciami il tempo di pensare!
la seconda: […]
la terza: […]
la quarta –
è più una eco dei battiti del mio cuore che porta con sé, all’‌unisono, il battito delle mie dita sui tasti… della sua coscienza: Ho paura di restare dentro di te, e una volta sola di non uscirne più!
la quinta: […]

La tua voce dovrà ripetere i suoi intenti fuori dal sogno. Anzi, credo che in quel momento, a me toccherà sentirne le conclusione. E se “conclusione” ci sarà, potrò sentire il Tuo Silenzio Perpetuo.
Pulsano i tuoi pensieri dentro di me, lasciandomi sanguinare tutto il fiume rosso che Fairy necessita. Io ci sono, per essere Verde, per essere Nove nell’‌Undici, per Irradiare il Tuo Cammino con tutte le mie Nove Ali.
La tua voce si completerà.
Si completerà in Nuove Mani: Nuove, perché saranno di una Donna Nuova che riscopre i percorsi della pelle della mia vita. Nuova, perché nel sogno puoi essere la Donna che Sei Senza Paure e con Tutte Le Libertà!

In questo momento, custodisco il Tuo Silenzio, ora e per sempre, nel mio costato. Dove hai scelto di giacere.


Io ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
È Per Te. [DEMIAN. IT2001. L’‌AURA.]
Will You Be There. [DANGEROUS. USA1993. Michael JACKSON.]

Nel Sole.[NEL SOLE. IT1967. AL BANO.]


20100503

L'ADDcIaO

La lettera franca... è partita, è sta venendo letta... e il tuo “assenteismo” mi dice a chiare lettere, più nero su bianco di quanto io sia stato capace, che le Mie Lettere non sono altro che nero e bianco per te. — Che non c’‌è niente al di qua della paura!

Né OZ... non devi perdertici come me.
Né FANTÀSIA, non devi sognarci come me.
Né THULE, non devi oltrepassarne i confini come me.
Né AVALON, non devi esservi incoronata come me.

Ogni cosa è per sé; ogni mondo ci appartiene e di quel mondo, di quella parte intima non c’‌è bisogno di sapere tutto. Anche meno di quel poco; tanto ci sono le parole degli sguardi, le parole delle mani, le parole dei baci, le parole dei sorrisi solo nostri, le parole del calore.
Il titolo dell’‌album di Nino BUONOCORE indica il tempo in cui siamo stati insieme. Ma questo cielo sempre più sereno, sempre più lontano dal tuo Chiarore di Stella Nascente, questo cielo che non ti ha si chiede se tu lo stai cercando sopra di te, se lo ricordi pieno di te. Ancora dietro l’‌Aurora è pronto a coprirti, e ancora dietro il Crepuscolo è pronto a prenderti!
Non c’‌è Tuo Bacio che io non mantenga! Lo manterrò per te, in te!

— Che non c’‌è niente al di qua della paura; ogni Vita è Oltre!




Io ho scritto, il mio Jackind ha errato, con:
Ciao [C'È CHI DICE NO. 1987. IT. Vasco ROSSI]
L'Abbandono
[GRAZIE. 2006. IT. Gianna NANNINI]

Scrivimi [SABATO DOMENICA E LUNEDÌ. 1990. IT. Nino BUONOCORE]

THAT's ALL

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